“The lockdown blues” sembra un titolo proveniente dal Delta del Mississippi, o da un campo di cotone di un secolo fa, invece è quello del concerto che quattro coraggiosi amici musicisti romagnoli hanno fatto davanti a nessuno.
Vince Vallicelli, batterista straordinario, che ha attraversato la musica italiana con i suoi più importanti cantautori e cantautrici e con importanti bluesmen internazionali, Nicola Peruch tastierista con un curriculum luminoso con il meglio del pop italiano e del rock internazionale e collaborazioni come quella con i Savana Funk, Don Antonio (Gramentieri) tra i più attivi e brillanti musicisti ed agitatori culturali della nostra regione degli ultimi due decenni tra i suoi progetti Sacri Cuori, Don Antonio e collaborazioni stellari nel campo del rock d’ autore internazionale con la sua chitarra e Roberto Villa una delle anime dello studio Amor Mio Non Muore e bassista di grande valore con progetti a cui collabora come Ronin o Gang tra gli altri.
The Lockdown blues è una somma delle influenze che hanno formato questi musicisti e creato questo combo, tanto informale quanto rodato da anni di lavoro sui palchi di tutto il mondo.

Così tra brani di Don Antonio, altri tratti dal repertorio di Vallicelli, il disco “La fevra” prodotto da Gramentieri, e jam come quella che dà il titolo al disco, gli echi sono del blues del deserto del Nord Africa, del Mississippi e della Romagna, ma anche Neil Young e il soul jazz espresso dalle tastiere, con un fondamentale ed orgoglioso tributo al rock più viscerale ed ispirato.
Non è certo del valore dei musicisti che si deve ragionare, ogni attimo è eseguito con passione e empatia, ma del concetto dell’ evento: la musica come espressione di libertà, di ricerca dell’ incontro, della espressione di indipendenza che tutto il disco esprime.
La resistenza creativa passa attraverso l’ azione e questo disco ne racchiude ogni sua espressione con cura e dedizione.